È successo ieri sera a Cagliari.
Mentre alle 20 circa percorrevo sovrappensiero via Sassari, incrocio
un distinto signore con i cappelli bianchi e in compagnia di una
signora. Lo guardo passare, poi l'illuminazione:

- Professor Gessa? È lei?
Il distinto signore si gira e mi guarda
con un sorriso.
- Si, sono io
- Che piacere incontrarla.
Tantissimi anni fa sono stato suo discepolo e di questo sono
onorato.
Il Professore mi sorride divertito e
dice alla sua signora:
- Sicuramente gli ho dato un bel
voto.
- Professore, lo sa che lei è vivo
per merito mio?
- Davvero? – risponde stupito.
Perché?
Lo stesso stupore contagia anche la sua
signora.
- Tantissimi anni fa, dopo lunga e
sofferta interrogazione in farmacologia, lei mi sconsigliò di
accettare il voto perché sarebbe stato molto basso e mi avrebbe
abbassato la media. Mi propose di presentarmi il mese successivo per
risostenere l'esame preparando solo un argomento a mia scelta.
Accettai la sua proposta.
Il professore mi guarda con curiosità
e mi invita a continuare.
- Due giorni prima dell'esame,
mentre di notte ascoltavo la radio regionale, la tragica notizia: “ancora vane le ricerche del noto farmacologo Gian Luigi Gessa,
disperso nel golfo di Cagliari in una escursione col suo Windsurf “. Il sangue mi si
gelo’ nelle vene. Come avrei potuto dire al suo vice, Professor
Tagliamonte, che lei mi aveva promesso di farmi una domanda a
piacere? Non ci avrebbe mai creduto. E allora mi misi a pregare per
tutta la notte affinché l'esercito di marinai la ritrovasse. E
grazie a Dio, in mattinata arrivò la notizia che lei venne
ritrovato, stanco, intirizzito, ma VIVO!
Il Professor Gessa e la sua signora
erano sinceramente divertiti.
- Ti ricordi, Gian Luigi? Ti
ritrovarono vicino a Pula.
Dopo aver riso insieme e dopo aver manifestato il mio orgoglio per
averlo avuto come docente, mi sono presentato con nome e cognome e ci
siamo salutati con una calorosa stretta di mano.
Grazie Professore. È un onore
averla incontrata.